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Notizie: Diritto civile

Responsabilità medica: la tardiva diagnosi viola il diritto del paziente alle alternative esistenziali

Responsabilità medica: la tardiva diagnosi viola il diritto del paziente alle alternative esistenziali

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 7260 del 23.03.2018 (sotto allegata), si pronunciata in merito alla tutela risarcitoria del danno consistito nell'imposizione, a carico di un paziente, a cui era stata tardivamente diagnosticata una patologia neoplastica, di una condizione esistenziale di materiale impedimento a scegliere "cosa fare" nell'ambito di ci che la scienza medica suggerisce per garantire la fruizione della salute residua fino all'esito infausto, ovvero di programmare il suo essere persona e, dunque, l'esplicazione delle sue attitudini psico-fisiche in vista e fino a quell'esito.

Ritardo diagnostico e lesione del diritto di determinare la propria esistenza

Con la pronuncia in esame, la Suprema Corte ha ritenuto meritevole di tutela risarcitoria non solo la mancata scelta di procedere celermente all'attivazione di una idonea terapia, o la mancata fruizione delle terapie palliative delle quali il paziente avrebbe potuto beneficiare, con conseguente alleviamento delle sue sofferenze patite, ma anche la stessa decisione del paziente di vivere le ultime fasi della propria vita, nella cosciente e consapevole accettazione della sofferenza e del dolore fisico, in attesa della fine. Per la Corte, quindi, anche la sofferenza e il dolore, l dove coscientemente e consapevolmente non curati, acquistano un senso ben differente, sul piano della esistenza, se accettati dal paziente piuttosto che vissuti dallo stesso passivamente.

La tutela risarcitoria della situazione soggettiva si risolve, pertanto, nell'immediata protezione giuridica di una specifica forma dell'autodeterminazione individuale e, dunque del valore supremo della dignit della persona in questa sua ulteriore dimensione prospettica quale il confronto con la realt della fine della vita.

Tale situazione soggettiva deve ritenersi violata dal colpevole ritardo diagnostico della patologia, ad esito certamente infausto, di cui si sia reso responsabile il sanitario.

Danno esistenziale da responsabilit medica: nessuna prova ulteriore

Una volta accertata la tardiva diagnosi sofferta, nonch le condizioni di sofferenza del paziente derivante da tale patologia, la conseguente violazione del diritto del paziente di determinarsi liberamente nella scelta dei propri percorsi esistenziali in una simile condizione di vita, vale ad integrare la lesione di un bene gi di per s autonomamente apprezzabile sul piano sostanziale, tale da non richiedere l'assolvimento di alcun ulteriore onere di allegazione, argomentativa o probatoria, in ordine alle scelte di vita del paziente, diverse da quelle che avrebbe adottato se avesse avuto tempestiva consapevolezza delle proprie effettive condizioni di salute.

Tale danno che consiste con la perdita diretta di un bene reale, certo ed effettivo, non configurabile alla stregua di un quantum, traducibile in termini percentuali, di possibilit di un risultato o di un evento favorevole, potr giustificare una condanna del sanitario chiamato a rispondere al risarcimento del danno, cos cagionato, sulla base di una liquidazione equitativa.

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