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Gli anabolizzanti sono da sempre considerati la peste nera dello sport, capaci di mandare in fumo carriere d'oro, in nome di prestazioni ultra-umane.La Cassazione ha recentemente annullato la condanna per ricettazione di farmaci dopanti (5 mesi), inflitta dalla
Corte d'appello dell'Aquila nell'aprile scorso, nei confronti di
tre sportivi abruzzesi (Fabrizio B.
E questo era proprio il caso dei tre abruzzesi, come riporta la sentenza: "e' stato escluso che gli imputati avessero fatto uso delle sostanze anabolizzanti, che si erano procurate attraverso un circuito illegale, al fine di alterare prestazioni agonistiche". E per la Suprema Corte dunque se non c'e' un "fine di profitto sportivo collegato alla partecipazione a manifestazioni agonistiche, competizioni o altro", lo sportivo che fa uso di queste sostanze non può essere sanzionato.
"L'unico fine perseguito" dai tre sportivi in questione "consisteva nella volonta' di modificare il proprio aspetto fisico, anche a costo di assumere sostanze tossiche, palesemente dannose per la salute e il loro benesseere psico-fisico".
Secondo la Cassazione, "si arriverebbe al paradosso di considerare dettata dal fine di profitto l'azione di chi si procuri, attraverso un circuito illecito, dei barbiturici allo scopo di suicidarsi. Secondo le norme piu' elementari della logica, invece, non puo' essere revocato in dubbio che il suicidio, o altri atti lesivi dell'integrità psicofisica, non possano essere condotti alla nozione di utilità, a meno che le lesioni alla propria integrita' non siano strumentali ad altri fini che nel caso di specie non sussistono".
Bene, ora se volete un fisico da vero wrestler, nessun problema, l' "aiutino sintetico" non sarà più tabù (almeno per la legge)! A vostro rischio e pericolo, naturalmente.
(13/01/2013 - Barbara LG Sordi)
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