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di Licia Albertazzi - Corte di Cassazione Civile, sezione terza, sentenza n. 4030 del 19 Febbraio 2013Nel caso in oggetto il medico ha erroneamente diagnosticato un cancro ad un individuo affidato alle sue cure.
Il professionista ha dunque programmato l'intervento di rimozione del tumore; ma, una volta in sala operatoria, ha riscontrato come in realtà il paziente non fosse affetto da alcuna patologia oncologica. Se sul piano penale i giudici di merito hanno giustamente accertato l'integrarsi della colpa lieve, la Suprema Corte, applicando l'art. 2043 del codice civile, ha confermato tuttavia sussistere responsabilità civile in capo al sanitario il quale è stato condannato all'integrale risarcimento dei danni, morali e biologici, ingiustamente patiti dal suo paziente. Qui sotto il testo integrale della sentenza.Vai alla fonte della notizia http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_13197.asp
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