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Cos'è e come funziona la curva di Widmark sulla concentrazione ematica di alcool e quale valore probatorio assume in tema di guida in stato di ebbrezza
Il tasso alcolemico può essere rilevato nell'immediatezza tramite un esame strumentale che prevede l'utilizzo di un apposito apparecchio denominato etilometro, in grado di misurare la quantità di alcol nel sangue misurando la quantità di alcol nell'aria (al soggetto si chiede infatti di espirare in una bocchetta), oppure tramite le analisi del sangue.
La regola della curva di Widmark afferma che la concentrazione di alcol ha un andamento crescente tra i 20 e i 60 minuti dall'assunzione, per poi assumere un andamento decrescente dopo aver raggiunto il picco massimo di assorbimento in detto intervallo di tempo.
In pratica, osservando la Curva di Widmark, appare evidente come la velocità di assorbimento non sia costante, con la conseguenza che la pendenza della curva "in salita" può assumere diversi valori. In particolare, il picco ematico viene raggiunto circa in 5-10 minuti a stomaco vuoto e in 40 minuti circa a stomaco pieno.
Circa 10 minuti dopo il picco ematico la concentrazione di alcool etilico nel canale circolatorio raggiunge un equilibrio tra la concentrazione ematica e parenchimale (cervello, reni, fegato). Inizia poi una fase discendente, di "smaltimento", la cui velocità dipende essenzialmente dal metabolismo del fegato.
Secondo la teoria di Widmark, in media, la velocità di smaltimento è di circa 7 grammi/h e, di conseguenza, l'alcolemia diminuisce di 0,15 g/L per ora (da 0,11 a 0,24 g/L/ora).
La Corte di Cassazione, tuttavia, ha più volte ribadito che "le tempistiche diassorbimento e di smaltimento delle sostanze alcoliche ingerite non costituiscono dati determinabili in astratto e validi per la generalità dei casi, poiché variano da soggetto a soggetto, dipendendo da numerosi fattori che sfuggono alla possibilità di astratta previsione" (cfr. sent. n. 45211/2018).
Nel decidere, il giudice di merito sarà dunque tenuto a dimostrare la validità della Curva al caso concreto, illustrandone le fonti scientifiche, poiché tale regola non può applicarsi univocamente e in maniera oggettiva all'universalità dei soggetti.
Esistono, infatti, plurimi fattori soggettivi che possono alterare l'assorbimento dell'alcool nell'organismo e dunque discostare il singolo caso dalla regola generale posta dalla teoria di Widmark.
Il giudicante non può dunque ignorare, nella valutazione del singolo caso, tutte le variabili che influenzano l'assorbimento dell'alcool nel metabolismo limitandosi (erroneamente) ad assumere come scientifica la regola di Widmark.
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