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La determinazione del mantenimento, poi, deve tenere conto delle esigenze abitative, scolastiche, sportive, sanitarie e sociali
di Valeria Zeppilli Il noto addio altenore di vita goduto in costanza di matrimonio, che non rientra pi nei parametri per la concessione dell'assegno divorzile all'ex, non riguarda i figli, i quali quindi, in caso di divorzio dei genitori, hanno diritto a mantenere il medesimo tenore di vita del quale godevano quando mamma e pap erano ancora una coppia.
Sul punto la Corte di cassazione non lascia pi adito a dubbi, ma, con la sentenza numero 3922/2018 del 19 febbraio (qui sotto allegata), afferma chiaramente che "i figli hanno il diritto di mantenere il tenore di vita loro consentito dai proventi e dalle disponibilit concrete di entrambi i genitori, e cio quello stesso che avrebbero potuto godere in costanza di convivenza".
Per quanto riguarda la determinazione in concreto del mantenimento, poi, i giudici hanno precisato che essa non pu basarsi solo sui costi necessari al mero sostentamento dei figli, ma deve essere parametrata anche su quelli che rispondono a esigenze connesse "all'aspetto abitativo, scolastico, sportivo, sanitario e sociale".
Nel caso di specie, cos argomentando, i giudici hanno respinto il ricorso proposto da un padre avverso la decisione della Corte d'appello di L'Aquila di determinare in 600 euro l'assegno dovuto per il mantenimento dei due figli, conviventi con la madre, e di porre interamente a suo carico il mantenimento del figlio con lui convivente.
Per la Cassazione il giudizio circa la congruit del contributo costituisce un giudizio di merito rispetto al quale, comunque, va tenuto conto di tutto quanto sopra detto con riferimento ai costi da considerare nella sua determinazione e ai parametri posti alla base della stessa.
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